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	<description>La nostra esperienza per il loro beneressere</description>
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		<title>La Tosse dei canili</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 09:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[La tosse dei canili, o tracheobronchite del cane, è una delle malattie infettive più diffuse. I patogeni responsabili di questa malattia sono davvero numerosi e sono rappresentati sia da virus che da batteri che, il più delle volte, agiscono in contemporanea. Fra i virus coinvolti vi sono il virus parainfluenzale (Canine Parainfluenza Virus, CPiV), l’adenovirus [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_492" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/La-Tosse-dei-canili.jpg"><img class="size-medium wp-image-492 colorbox-491" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/La-Tosse-dei-canili-300x225.jpg" alt="La Tosse dei canili - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La Tosse dei canili &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p>La tosse dei canili, o tracheobronchite del cane, è una delle malattie infettive più diffuse. I patogeni responsabili di questa malattia sono davvero numerosi e sono rappresentati sia da virus che da batteri che, il più delle volte, agiscono in contemporanea. Fra i virus coinvolti vi sono il virus parainfluenzale (Canine Parainfluenza Virus, CPiV), l’adenovirus canino (Canine Adenoviruts type 2, CAV-2), l’herpesvirus canino (Canine Herpesvirus, CHV) e il coronavirus respiratorio canino (Canine Respiratory Coronavirus, CRCoV), mentre tra i batteri, quello che riveste maggiore importanza secondo diversi autori è Bordetella bronchiseptica. Quest’ultimo può essere associato ad altri microrganismi, come i micoplasmi ed Escherichia coli, o ancora a batteri appartenenti ai generi Klebsiella, Pseudomonas e Streptococcus.</p>
<p>Tutti gli agenti eziologici precedentemente citati hanno la caratteristica di trasmettersi molto facilmente da soggetto a soggetto e, quindi, di diffondersi rapidamente all’interno di un allevamento, di un canile canili, dei centri di addestramento o in occasione di esposizioni. Infatti, se è vero che i virus e i batteri della tosse dei canili “passano” con estrema facilità da un animale ammalato a un animale sano, è ovvio che la densità della popolazione canina, gli stress e le eccessive escursioni termiche non possono fare altro che facilitare la trasmissione dei germi e la colonizzazione delle vie respiratorie.</p>
<p>La principale fonte di contagio per i soggetti sani è rappresentata dalle secrezioni respiratorie emesse dai soggetti infetti. Tuttavia, sebbene i cani sintomatici rappresentino la principale fonte di contagio, non bisogna sottovalutare il ruolo dei cosiddetti “portatori” cioè quei cani che, dopo aver superato la fase clinica della malattia, continuano a diffondere i patogeni per un periodo anche particolarmente lungo.</p>
<p>Il quadro clinico è dominato da una tosse marcata, che si accentua in caso di sforzo fisico o, semplicemente, in seguito a una leggera pressione della trachea (ad esempio, quella esercitata dal collare). Le condizioni generali del soggetto infetto sono buone e la temperatura normale. Questa forma clinica, che rappresenta quella più frequente, è caratterizzata da una bassa mortalità. Solo nei casi più gravi si registra ipertermia in seguito a un interessamento polmonare (broncopolmoniti), se non addirittura sistemico, che in genere si osserva nei cuccioli, nei soggetti anziani, nei cani immunodepressi o in quelli colpiti da precedenti malattie respiratorie.</p>
<p><strong>Attualmente, sono disponibili diversi vaccini, in genere polivalenti somministrabili per via parenterale (iniezione) o per via intra-nasale.</strong><br />
Indipendentemente dalla via di somministrazione, tutti i vaccini sono in grado di stimolare efficacemente il sistema immunitario, ma quelli per via intra-nasale sono più specifici. Infatti, i vaccini intra-nasali ad antigeni vivi, sono i soli in grado di stimolare una potente immunità locale con la produzione di anticorpi IgA liberati direttamente nelle vie respiratorie. Questa azione è molto rapida: gli anticorpi anti-Bordetella sono presenti già 72 ore dopo la somministrazione e gli anticorpi anti-virus parainfluenzale dopo le classiche 3 settimane.<br />
La durata della protezione immunitaria è pari a un anno, sia per Bordetella bronchiseptica, sia per il virus parainfluenzale canino, ed è in grado non solo di ridurre la sintomatologia clinica imputabile a questi due patogeni, ma anche la diffusione ambientale del virus.</p>
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		<title>La Leptospirosi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 08:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[La leptospirosi è una grave malattia che può colpire il cane e l&#8217; uomo che possono infettarsi assumendo acqua contaminata da urina di topi, ratti, roditori e di altri animali infetti ( pozzanghere, fontanelle dei giardini, campi,scoli). Anche le ciotole con resti di pappa lasciate in giardino possono raccogliere urina infetta di roditori che sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La leptospirosi è una grave malattia che può colpire il cane e l&#8217; uomo che possono infettarsi assumendo acqua contaminata da urina di topi, ratti, roditori e di altri animali infetti ( pozzanghere, fontanelle dei giardini, campi,scoli). Anche le ciotole con resti di pappa lasciate in giardino possono raccogliere urina infetta di roditori che sono attratti dal profumo del cibo.Dunque tutti i cani sono a rischio , non solo quelli che abitano in campagna.</p>
<p>I cani infetti generalmente manifestano febbre,abbattimento,vomito e diarrea con gravità diversa, da lieve a fatale.La sintomatologia dipende anche dal &#8220;tipo&#8221; di Leptospira infettante.Infatti si conoscono diverse sierovarianti di questo germe che hanno distribuzione e affinità diverse per il cane.</p>
<p>Attualmente si sta assistendo ad una maggiore diffusione di alcuni &#8220;tipi&#8221; di Leptospire che stanno cambiando l&#8217;epidemiologia della malattia.</p>
<p>Può essere fatale e deve essere controllata con adeguate misure preventive.Attualmente è possibile praticare una vaccinazione che protegga il cane dalle sierovarianti  principali che lo possono infettare.</p>
<p>Rivolgersi all&#8217;ambulatorio per maggiori dettagli.</p>
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		<title>Anestesia e Terapia del dolore</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 07:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni anche in campo veterinario le procedure anestesiologiche sono diventate sempre più sicure grazie alla presenza di medici veterinari specializzati che si occupano non solo dell’ anestesia ma anche della terapia del dolore. Nel nostro ambulatorio i pazienti che devono essere sottoposti ad un‘intervento chirurgico effettuano una visita pre-anestesiologica, completa di esami del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2016/05/foto-anestesiologia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-623 colorbox-615" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2016/05/foto-anestesiologia-300x222.jpg" alt="foto anestesiologia" width="300" height="222" /></a>Negli ultimi anni anche in campo veterinario le procedure anestesiologiche sono diventate sempre più sicure grazie alla presenza di medici veterinari specializzati che si occupano non solo dell’ anestesia ma anche della terapia del dolore.<br />
Nel nostro ambulatorio i pazienti che devono essere sottoposti ad un‘intervento chirurgico effettuano una visita pre-anestesiologica, completa di esami del sangue ed rx, che permetta dunque all’Anestesista di selezionare le metodiche migliori per la gestione del paziente durante e dopo la chirurgia.<br />
L’anestesista dunque si occuperà del paziente durante tutta la procedura chirurgica,mediante attento monitoraggio clinico e strumentale, ma anche durante la fase di risveglio che è altrettanto importante ,in quanto deve essere dolce e non accompagnato da dolore; per far questo dispone di farmaci analgesici adeguati.<br />
Vorremmo inoltre sottolineare che in questo Ambulatorio si effettuano anestesie loco-regionali (a carico di tronchi nervosi periferici) ed anestesie epidurali/spinali, che determinano una migliore analgesia intraoperatoria e postoperatoria consentendo nel contempo una riduzione del piano di anestesia generale.Tale tecnica permette dunque la temporanea perdita di sensibilità solo della parte del corpo che deve essere sottoposta a chirurgia, migliorando il controllo del dolore post-operatorio e permettendo una ripresa più rapida del paziente .<br />
Per maggiori dettagli non esitare a contattarci, potrai avere tutte le informazioni necessarie dal Dr. Pasquale Debidda,che ha conseguito il Master in Anestesia e terapia del dolore dei piccoli animali presso l’Università di Pisa e che offre presso il nostro ambulatorio un servizio di assistenza e consulenza anestesiologica.</p>
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		<title>Le vaccinazioni del cane e del gatto</title>
		<link>https://www.sgarellavet.it/le-vaccinazioni-del-cane-e-del-gatto/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 10:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vaccino stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi contro diversi microrganismi patogeni, rendendo così il nostro pet protetto. Tale immunità ha durata variabile a seconda del tipo di vaccino inoculato e della malattia , perciò sono importanti le vaccinazioni di richiamo. Quando si iniziano le vaccinazioni nei cuccioli e nei gattini si devono eseguire [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il vaccino stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi contro diversi microrganismi patogeni, rendendo così il nostro pet protetto. Tale immunità ha durata variabile a seconda del tipo di vaccino inoculato e della malattia , perciò sono importanti le vaccinazioni di richiamo.</p>
<p align="JUSTIFY">Quando si iniziano le vaccinazioni nei cuccioli e nei gattini si devono eseguire più richiami, rispetto agli adulti, perché negli animali di poche settimane di vita sono presenti gli anticorpi trasmessi dalla madre, che potrebbero inattivare il virus vaccinale, bloccandolo prima che riesca a stimolare una risposta immunitaria attiva da parte del cucciolo.</p>
<p align="JUSTIFY">Se si trova o si adotta un animale del quale non si conosce lo stato vaccinale è più prudente vaccinarlo, anche non sapendo se è già stato vaccinato in precedenza. Un vaccino in più è preferibile al rischio di contrarre una grave malattia infettiva.</p>
<p align="JUSTIFY">Ogni cucciolo va vaccinato a partire da 6-8 settimane di età, ricevendo almeno 3 vaccini a intervalli di 3-4 settimane. L’ultima dose deve essere somministrata a 14-16 settimane. Il richiamo successivo è dopo un anno, e quindi periodicamente per tutta la vita. Se si inizia a vaccinare un cane già adulto, si somministrano due vaccini a distanza di 3-4 settimane, proseguendo poi annualmente.</p>
<p align="JUSTIFY">Le vaccinazioni di base nel cane comprendono quattro malattie: gastroenterite virale( parvovirosi ), epatite infettiva, cimurro e leptospirosi.Nel caso poi il cane venga portato all&#8217;estero è obbligatoria anche la vaccinazione antirabbica.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel gatto invece le vaccinazioni di base comprendono : calicivirus, herpesvirus e panleucopenia.</p>
<div id="attachment_512" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Monky.jpg"><img class="size-medium wp-image-512 colorbox-565" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Monky-300x225.jpg" alt="Monky" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Monky</p></div>
<p align="JUSTIFY"> Si può effettuare anche la vaccinazione contro la leucemia felina in quei gatti che conducono vita all&#8217;aperto e possono dunque entrare in contatto con gatti portatori. Poiché a differenza delle altre tre malattie la leucemia felina si trasmette essenzialmente per contatto diretto con gatti infetti (con la saliva), può essere superfluo vaccinare i gatti che vivono esclusivamente in casa, se non hanno contatti con gatti positivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Reazione avversa al cibo e Dieta ipoallergenica</title>
		<link>https://www.sgarellavet.it/reazione-avversa-al-cibo-e-dieta-ipoallergenica/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2014 11:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Le reazioni avverse al cibo sono delle risposte anomale dell’organismo all’ingestione di un alimento. I sintomi sono prevalentemente cutanei, con prurito diffuso o localizzato di tipo non stagionale, soprattutto nel muso e nelle zampe. Si possono manifestare anche sintomi gastrointestinali quali vomito e diarrea. E&#8217; possibile, inoltre, lo sviluppo di otiti croniche e ricorrenti. Le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_498" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Reazione-avversa-al-cibo-e-Dieta-ipoallergenica.jpg"><img class="size-medium wp-image-498 colorbox-497" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Reazione-avversa-al-cibo-e-Dieta-ipoallergenica-300x225.jpg" alt="Reazione avversa al cibo e Dieta ipoallergenica - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Reazione avversa al cibo e Dieta ipoallergenica &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p>Le reazioni avverse al cibo sono delle risposte anomale dell’organismo all’ingestione di un alimento.<br />
I sintomi sono prevalentemente cutanei, con prurito diffuso o localizzato di tipo non stagionale, soprattutto nel muso e nelle zampe. Si possono manifestare anche sintomi gastrointestinali quali vomito e diarrea. E&#8217; possibile, inoltre, lo sviluppo di otiti croniche e ricorrenti.</p>
<p>Le proteine sono le maggiori responsabili dell’allergia e per poter arrivare ad una diagnosi di certezza è necessario attuare una dieta privativa (o dieta ad eliminazione) che consiste nell’alimentare il nostro animale  in modo rigoroso, con una sola fonte di proteine ed una sola fonte di carboidrati mai utilizzati prima per un periodo di tempo di minimo un mese.</p>
<p>Il principio su cui si basa tale dieta è che l’animale non dovrebbe avere reazioni avverse nei confronti di un cibo mai somministrato prima. Affinchè il test sia considerato valido, non vi devono essere trasgressioni a tale dieta privativa e perciò devono essere accuratamente evitati biscotti, snack, ossa di pelle di bufalo e simili.</p>
<p>La scelta della fonte proteica e glucidica deve essere fatta in accordo con il proprietario, scegliendo dunque dei cibi mai mangiati prima. Ad esempio in caso di dieta casalinga è possibile utilizzare come fonte proteica la carne di maiale, anatra, cavallo, coniglio e struzzo e come fonte di carboidrati i piselli, patate o i fagiolini. In alternativa è possibile utilizzare una dieta commerciale ipoallergenica, sicuramente più pratica e ben bilanciata.</p>
<p>Solitamente i benefici di tale dieta sono presenti già dopo le prime settimane, ma se non vi sono miglioramenti della sintomatologia pruriginosa dopo almeno 2 mesi si può escludere l’ipotesi di una reazione avversa al cibo.<br />
Se invece si ha una totale risoluzione del prurito, è possibile indagare sul cibo allergizzante, reintroducendo ogni singolo alimento precedentemente utilizzato per valutare quale sia il responsabile della ricomparsa dei sintomi clinici.</p>
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		<title>Erlichiosi Canina</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2014 11:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[L’erlichiosi canina è una malattia parassitaria trasmessa dalle zecche. L’agente eziologico è un batterio gram negativo di nome Ehrlichia canis. La zecca  funge da serbatoio e si infetta effettuando il pasto di sangue su un cane malato e la trasmette ad altri cani anche dopo molti mesi. Clinicamente l’ehrlichiosi si manifesta sotto 3 forme: acuta, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_495" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Erlichiosi-Canina.jpg"><img class="size-medium wp-image-495 colorbox-494" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Erlichiosi-Canina-300x225.jpg" alt="Erlichiosi Canina - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Erlichiosi Canina &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p>L’erlichiosi canina è una malattia parassitaria trasmessa dalle zecche. L’agente eziologico è un batterio gram negativo di nome Ehrlichia canis.<br />
La zecca  funge da serbatoio e si infetta effettuando il pasto di sangue su un cane malato e la trasmette ad altri cani anche dopo molti mesi.</p>
<p>Clinicamente l’ehrlichiosi si manifesta sotto 3 forme: acuta, subclinica e cronica.<br />
<strong>Forma acuta:</strong> compare all’incirca 2 settimane dopo il morso della zecca. Il cane presenta  febbre molto alta anche 41°, non mangia e le mucose sono pallide. Spesso manifesta una grave anemia e diminuzione delle piastrine. Ciò può causare emorragie spontanee che si manifestano con epistassi e petecchie ( puntini rossi causati dalla rottura dei capillari) sulle mucose. Talvolta ci possono essere anche sintomi neurologici con tremori della testa o convulsioni.<br />
<strong>Forma subclinica:</strong> è una forma subdola in cui si alterano solamente alcuni valori all’esame del sangue. Si ha principalmente anemia e diminuzione di globuli bianchi e piastrine. IL cane è letargico, riluttante all’esercizio fisico e mangia poco.<br />
<strong>Forma cronica:</strong>  è la fase asintomatica che segue a quella subclinica . Questi cani sono considerati i portatori sani dell’ehrlichia. Appaiono semplicemente come animali magri che faticano ad ingrassare, ed alla visita clinica mostrano talvolta un ingrossamento generalizzato dei linfonodi e della milza. L’infezione in questo caso rimane stabile e sotto controllo fino a quando un calo delle difese immunitarie del cane, dovuto a svariati motivi come stress o altre malattie, portano alla riacutizzazione della malattia ed ai sintomi tipici della fase acuta, anche a diversi anni di distanza dal morso della zecca infetta.<br />
La diagnosi di questa malattia viene di solito formulata sulla base di una combinazione di più segni: reperti clinici (febbre, emorragie, dimagramento, zoppie, segni neurologici e oculari) ed alterazioni di laboratorio, sia ematologiche (trombocitopenia, anemia non rigenerativa, leucopenia o pancitopenia) che sierologiche (iperproteinemia,iperglobulinemia, ipoalbuminemia, aumento di ALT e ALP).</p>
<p>La terapia d’elezione è un antibiotico appartenente alla famiglia delle tetracicline e più precisamente la doxiciclina. Esistono tuttavia altre terapie che il veterinario può utilizzare in riferimento ad ogni singolo caso clinico. Spesso sono necessarie terapie di supporto contro l’anemia fino addirittura alla trasfusione di sangue o alla somministrazione di plasma nei casi più gravi.</p>
<p><strong>Prevenzione:</strong> effettuare con costanza i trattamenti antiparassitari esterni usando prodotti efficaci nei confronti delle zecche che, contrariamente a quanto si crede, ormai rappresentano un rischio durante tutto l&#8217;anno, senza distinzione tra una stagione e l&#8217;altra.<br />
<strong>Il consiglio è quello di chiedere sempre al proprio veterinario di fiducia il prodotto più indicato in base al tipo di vita che conduce il vostro animale, alla sua età e alla sua taglia.</strong><br />
In ogni caso i trattamenti, per essere davvero efficaci, devono essere ripetuti con regolarità almeno ogni 20 giorni. Ricordiamo che l’Erlichiosi è una zoonosi, (infetta anche l’uomo), e trattare i nostri animali con adeguati antiparassitari serve a proteggere anche noi stessi.</p>
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		<title>La Rogna Demodettica</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2014 09:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[La demodicosi canina, nota anche come rogna demodettica, è una malattia parassitaria del cane molto frequente, non contagiosa e sostenuta da acari del genere Demodex. Il Demodex canis  è un acaro follicolare che vive come commensale nel follicolo pilifero e nelle ghiandole sebacee del cane. Il ciclo vitale si svolge interamente sull’ospite (parassitismo permanente): la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_489" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/La-Rogna-Demodettica.jpg"><img class="size-medium wp-image-489 colorbox-488" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/La-Rogna-Demodettica-300x225.jpg" alt="La Rogna Demodettica - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La Rogna Demodettica &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p>La demodicosi canina, nota anche come rogna demodettica, è una malattia parassitaria del cane molto frequente, non contagiosa e sostenuta da acari del genere Demodex.</p>
<p>Il Demodex canis  è un acaro follicolare che vive come commensale nel follicolo pilifero e nelle ghiandole sebacee del cane. Il ciclo vitale si svolge interamente sull’ospite (parassitismo permanente): la femmina depone le uova  all’interno del follicolo pilifero da cui originano larve che, successivamente, si trasformano in ninfe e quindi in acari adulti. Il ciclo si completa in 18-24 giorni e l’acaro non può sopravvivere al di fuori del suo ospite.</p>
<p>La malattia non è contagiosa e gli acari vengono trasferiti per contatto diretto dalla madre ai cuccioli esclusivamente durante i primissimi giorni di vita.<br />
Si riconosce una forma localizzata ed una generalizzata che risulta essere decisamente più grave.</p>
<p>I segni clinici sono caratterizzati da:</p>
<ul>
<li>alopecia localizzata prevalentemente sulla testa, sul muso e sugli arti;</li>
<li>eritema che, in alcuni soggetti con cute non pigmentata, è talmente esteso da giustificare la definizione di “rogna rossa”;</li>
<li>presenza di comedoni.</li>
</ul>
<p>Il prurito è solitamente lieve, ma in casi complicati da infezioni batteriche può essere molto evidente.</p>
<p>La diagnosi è microscopica e viene effettuata eseguendo raschiati cutanei profondi e tricogramma.<br />
Nelle forme più lievi non è necessario effettuare alcun trattamento e si risolve spontaneamente. In casi più gravi invece è necessario attuare una terapia acaricida specifica con farmaci ad uso topico (spugnature a base di amitraz) e sistemico (milbemicina ossima ed altri ).</p>
<p>Il trattamento deve essere protratto fino al raggiungimento di due raschiati cutanei negativi effettuati dopo 30 giorni.</p>
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		<title>Avvelenamento da Topicidi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2014 09:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[In caso di avvelenamento dell&#8217;animale è importantissimo rivolgersi immediatamente al proprio veterinario  per le terapie d’urgenza. L&#8217;avvelenamento da topicidi è purtroppo frequente nei piccoli animali dato che le esche contro i topi sono vendute liberamente, ampiamente utilizzate in ambito domestico e non sempre sono messi in evidenza i potenziali rischi del loro uso improprio per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_486" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Avvelenamento-da-Topicidi.jpg"><img class="size-medium wp-image-486 colorbox-485" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Avvelenamento-da-Topicidi-300x225.jpg" alt="Avvelenamento da Topicidi - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Avvelenamento da Topicidi &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p><strong>In caso di avvelenamento dell&#8217;animale è importantissimo rivolgersi immediatamente al proprio veterinario  per le terapie d’urgenza.</strong></p>
<p>L&#8217;avvelenamento da topicidi è purtroppo frequente nei piccoli animali dato che le esche contro i topi sono vendute liberamente, ampiamente utilizzate in ambito domestico e non sempre sono messi in evidenza i potenziali rischi del loro uso improprio per cani e gatti.Solitamente i sintomi sono tardivi ( 3-5 giorni), perché si tratta di un veleno ad azione lenta. Un animale avvelenato può mostrare i seguenti sintomi: stanchezza, debolezza, letargia, pallore delle mucose, ecchimosi, tosse, anche con sangue, difficoltà respiratoria e urine con sangue.<br />
L’ingestione di queste sostanze tossiche induce la comparsa di ematomi, emorragie diffuse, versamenti ematici all’interno delle cavità del corpo animale con conseguente anemia.</p>
<p>L’antidoto di elezione è rappresentato dalla Vitamina K1 e negli animali in cui il fenomeno emorragico sia accentuato sarà opportuno ricorrere ad un intervento trasfusionale. La prognosi è in funzione della quantità di sostanza tossica ingerita e del tempo trascorso dal momento della sua ingestione all’intervento terapeutico.</p>
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		<title>La Tosse</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2014 09:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sgarellavet]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il riflesso della tosse è un meccanismo protettivo che permette di liberare le vie aeree (laringe, trachea e bronchi) dalle secrezioni e dalle sostanze estranee. La tosse è un sintomo che non può di certo passare inosservato e può verificarsi per problemi all’ apparato respiratorio (laringe, trachea, bronchi e polmoni) oppure per problemi cardiaci (insufficienza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_483" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/La-Tosse.jpg"><img class="size-medium wp-image-483 colorbox-482" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/La-Tosse-300x225.jpg" alt="La Tosse - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La Tosse &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p>Il riflesso della tosse è un meccanismo protettivo che permette di liberare le vie aeree (laringe, trachea e bronchi) dalle secrezioni e dalle sostanze estranee. La tosse è un sintomo che non può di certo passare inosservato e può verificarsi per problemi all’ apparato respiratorio (laringe, trachea, bronchi e polmoni) oppure per problemi cardiaci (insufficienza cardiaca).</p>
<p>La tosse si definisce “produttiva” quando vengono espulse secrezioni (muco, sangue o liquido edematoso) e dà luogo ad un suono “umido”. In genere è seguita da deglutizione o conati e spesso i proprietari non notano l&#8217;esplusione di secrezioni;</p>
<p>La tosse produttiva è causata da patologie infiammatorie o infettive delle vie aeree o degli alveoli polmonari (polmonite, broncopolmonite, bronchite, tracheite e laringite) oppure da insufficienza cardiaca (edema polmonare ).</p>
<p>I gatti con insufficienza cardiaca ed edema polmonare in genere non hanno tosse, che, quando si manifesta, viene associata a bronchite, asma, verminosi polmonari e/o filariosi. La tosse produttiva accompagnata da espulsione di schiuma striata di sangue può essere associata a neoplasie polmonari, verminosi cardiopolmonari (filariosi) e presenza di corpi estranei.</p>
<p>La tosse “non produttiva” o “secca” può essere descritta come un suono ragliante, a “verso d’oca”. Qquesto tipo di tosse, dove le secrezioni sono minime o assenti, è scatenata da fenomeni compressivi delle vie aeree quali il collasso tracheale e la compressione bronchiale esercitata dall’ atrio sinistro in corso di insufficienza cardiaca. Anche le patologie polmonari di natura allergica possono  dare luogo ad una tosse non produttiva.<br />
I tumori possono essere una causa di tosse nel cane e nel gatto, specialmente nei soggetti anziani, essi possono scatenare il riflesso sia per invasione delle vie respiratorie sia per compressione delle stesse.</p>
<p>Alcune delle più frequenti cause di tosse nel cane sono:</p>
<p>1. TRACHEOBRONCHITE INFETTIVA CANINA: detta anche “tosse dei canili” è caratterizzata dalla comparsa improvvisa di una grave tosse secca o produttiva esacerbata dall’ esercizio, dall’ agitazione e dalla pressione del collare. Si tratta di una patologia infettiva altamente contagiosa, provocata da agenti infettivi (virus e batteri) che colonizzano le prime vie respiratorie. Spesso i cani colpiti sono stati di recente in contatto con altri cani (canili, manifestazioni cinofile). Non si tratta di una patologia grave infatti in genere non ci sono complicazioni polmonari. E’ una malattia autolimitante e la<br />
risoluzione della sintomatologia avviene entro due settimane circa.</p>
<p>2. COLLASSO TRACHEALE: è il restringimento del lume tracheale provocato dall’ appiattimento degli anelli cartilaginei. Questa patologia è comune nei cani di mezza età e di piccola taglia. La caratteristica principale è la tosse secca, a “verso d’oca”, che peggiora, anche in questo caso, con l’ esercizio o quando il collare esercita pressione sul collo. I sintomi possono comparire improvvisamente e poi progredire lentamente per mesi o anni. In presenza di questa patologia non sono comuni altri segni quali dimagrimento, inappetenza o depressione del sensorio.</p>
<p>3. BRONCHITE CRONICA: è un processo infiammatorio delle vie aeree, di lunga durata, e si manifesta principalmente nei cani di mezza età o anziani di piccola taglia. La tosse (secca o produttiva) ha un decorso lentamente progressivo di alcuni mesi o anni ed in genere sono assenti altri segni come dimagrimento, letargia o inappetenza. Con il passare del tempo, i soggetti colpiti manifestano intolleranza all’esercizio fisico e segni di difficoltà respiratoria dato che gli accessi di tosse sono sempre più<br />
frequenti e intensi.</p>
<p>4. INSUFFICIENZA CARDIACA: la causa più frequente di insufficienza cardiaca nel cane è la malattia degenerativa cronica delle valvole atrio ventricolari, in particolare della valvola Mitrale. Questa patologia colpisce generalmente cani anziani di piccola e media taglia. I sintomi più frequenti sono l’ intolleranza allo sforzo , la tosse e l’ aumento della frequenza respiratoria a riposo. La tosse. solitamente, compare la notte o al mattino al risveglio, oltre che durante l’ attività fisica e nei casi più gravi si ha anche un evidente difficoltà respiratoria. Nei cani di grossa taglia (Dobermann, Alano, San Bernardo, Terranova, Boxer ecc.) un&#8217;importante causa di insufficienza cardiaca è la Cardiomiopatia Dilatativa. Tale patologia si riscontra più frequentemente nei cani di mezza età ed anziani. I sintomi, anche in questo caso, dipendono dallo stadio della malattia, iniziale o conclamato, e sono in genere debolezza, tosse, dimagrimento, distensione addominale, sincope e anche morte improvvisa.</p>
<p>5. FILARIOSI CARDIOPOLMONARE: è una patologia causata da un nematode (verme a sezione tonda) che può arrivare sino a 30 cm di lunghezza, chiamato Dirofilaria Imitis, che si localizza nelle arterie polmonari e, se in gran numero, nelle camere cardiache di destra. I parassiti adulti, maschi e femmine, producono larve microscopiche che riversano nel torrente circolatorio. Una volta ingerite da una zanzara (ospite intermedio) durante il pasto di sangue, all’ interno delle stesse tali larve diventano infestanti e, nel successivo pasto di sangue, possono esser trasmesse ad un altro animale. E’ una patologia che colpisce il cane, meno frequentemente il gatto. L&#8217;umidità agevola la diffusiozne di tale malattia. Le verminosi cardiache non hanno predilezione di razza o età. I cani di grossa taglia, che solitamente vivono all’ aperto, sono esposti maggiormente al rischio di infezione. Statisticamente i maschi sono più colpiti delle femmine. I sintomi più frequenti sono: affaticamento, tosse, difficoltà respiratoria, emottissi e nelle fasi più tardive compaiono i sintomi dell’ insufficienza cardiaca destra come ascite, dimagrimento e forte difficoltà respiratoria.<br />
Da quanto detto sin ora appare evidente che la tosse è un sintomo comune a molte patologie, più o meno gravi, che interessano i nostri animali da compagnia e non andrebbe mai sottovalutata, specialemente quando è troppo frequente o duratura.</p>
<p>Far visitare il cane o il gatto dal nostro veterinario di fiducia permetterà al vostro veterinario di prendersi cura del vostro animale,attraverso un&#8217;attenta visita, gli appropriati esami strumentali  (radiografie toraciche, ecocardiografia, analisi ematologiche, elettrocardiogramma ecc…) e le terapie opportune.</p>
<p>A cura del Dr. Andrea Corda<br />
Clinica Medica Veterinaria<br />
Università degli Studi di Sassari</p>
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		<title>Colpo di calore</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 15:46:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con l’arrivo dei mesi caldi bisogna prendere precauzioni contro i colpi di calore (ipertermia) che consistono in un innalzamento della temperatura corporea di un animale oltre i valori considerati nella norma. La temperatura normale di un cane o di un gatto va da  38°C ai 39°C (gli animali toy o comunque di piccola taglia possono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_480" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Colpo-di-calore.jpg"><img class="size-medium wp-image-480 colorbox-478" src="http://www.sgarellavet.it/wp-content/uploads/2014/12/Colpo-di-calore-300x225.jpg" alt="Colpo di calore - Sgarellavet.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Colpo di calore &#8211; Sgarellavet.it</p></div>
<p>Con l’arrivo dei mesi caldi bisogna prendere precauzioni contro i colpi di calore (ipertermia) che consistono in un innalzamento della temperatura corporea di un animale oltre i valori considerati nella norma.</p>
<p>La temperatura normale di un cane o di un gatto va da  38°C ai 39°C (gli animali toy o comunque di piccola taglia possono raggiungere i 39.4°C), ma cani e gatti non sudano come le persone e per questo sono più sensibili ai cambiamenti di temperatura. Alcune razze, più di altre, possono sviluppare un colpo di calore, come gli animali brachicefalici (bulldog, boxer, carlini, gatti persiani) ed animali con il pelo lungo.</p>
<p>I segni clinici che possono comparire prima del vero e proprio colpo di calore sono l&#8217;ansimare, l&#8217;eccessiva salivazione, la frequenza cardiaca alta, la riluttanza ad alzarsi e ancora diarrea, vomito, tremori muscolari o collasso.</p>
<p>Ignorare i sintomi e non trattarli tempestivamente potrebbe portare rapidamente ad un’insufficienza multipla di organi nell&#8217;animale, con conseguente coma e morte in pochi minuti.</p>
<p><strong>Se notate uno qualsiasi di questi sintomi, non esitate a portare il vostro animale direttamente dal veterinario</strong>.</p>
<p>Alcune cause del colpo di calore possono essere:</p>
<ul>
<li>la temperatura ambientale alta e l’umidità elevata;</li>
<li>lasciare l’animale in una stanza non ventilata o in macchina;</li>
<li>lo sforzo dovuto ad una passeggiata lunga;</li>
<li>il gioco eccessivo;</li>
<li>una malattia che favorisca un colpo di calore;</li>
<li>l’età;</li>
<li>l’obesità;</li>
<li>problemi di cuore;</li>
<li>disidratazione.</li>
</ul>
<p>Per prevenire i colpi di calore è necessario che i proprietari tengano i propri animali in stanze ben ventilate, con accesso libero ad acqua fresca sempre disponibile. Può essere fatale per loro lasciarli all’aperto ad elevate temperature senza una zona d’ombra adeguata. Si consigliano passeggiate e giochi brevi durante le ore calde, e comunque di portare sempre con se dell’acqua. <strong>MAI</strong> lasciare gli animali soli in macchina durante i mesi caldi, anche se con i finestrini aperti. Una macchina lasciata al sole anche se con i finestrini aperti può arrivare a superare i 40°C in pochi minuti.</p>
<p>Come detto sopra, in caso di colpo di calore e necessario intervenire tempestivamente. La fluidoterapia venosa aiuta a prevenire lo stato di shock ed ad abbassare la temperatura mentre l&#8217;applicazione dell&#8217;alcool denaturato sulle zampe consente il processo di raffreddamento tramite l’evaporazione. Potrebbero essere utili anche bagni di acqua fredda (dipende dal grado di ipertermia).</p>
<p>Il processo di raffreddamento deve essere attuato lentamente altrimenti si può andare incontro al rischio di ipotermia (bassa temperatura corporea) e shock. Tutte queste cure devono essere effettuate sotto supervisione di staff medico veterinario per assicurare l’esatta regolazione  della temperatura corporea. In casi estremi, è possibile che il veterinario reputi opportuno ospedalizzare l’animale per monitorizzarlo e per prevenire ricadute.</p>
<p>&nbsp;</p>
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