La Leishmaniosi

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La leishmaniosi è una malattia cronica con un incubazione che può variare da mesi ad anni. Se non trattata opportunamente può causare gravi problemi di salute nell’animale che possono portare alla morte dello stesso.

Questa malattia è molto diffusa in tutto il mondo, soprattutto in Europa, Asia e Africa e, nonostante spesso la si colleghi alla comune zanzara, viene trasmessa dalla puntura del pappatacio (flebotomo), che si nutre di sangue.

Questi insetti pungitori sono molto diffusi nelle aree vicino al mare, si riproducono maggiormente nel periodo primaverile-estivo (maggio-ottobre) e concentrano le loro punture durante la notte, subito dopo il tramonto.

Molti dei segni clinici rilevabili in caso di leishmaniosi sono comuni anche ad altre patologie. Per questo motivo, gli esami di laboratorio sono di fondamentale importanza sia nella fase di diagnosi che in quella di monitoraggio durante la terapia.

La sintomatologia “classica” della leishmaniosi comprende:

  • Dermatite secca esfoliativa con forfora;
  • Perdita di peso;
  • Alopecia perioculare;
  • Epistassi (sanguinamento dalle narici);
  • Unghie lunghe;
  • Zoppia;
  • Lesioni oculari;
  • Lesioni renali;

Per quanto riguarda la terapia occorre distinguere una terapia specifica nei confronti del parassita, ed una terapia sintomatica e di supporto, quando lo stato clinico dell’animale lo richieda.
I farmaci più utilizzati attualmente sono l’antimoniato di metil-glucamina, che è considerata la terapia d’elezione in associazione con un altro farmaco, l’allopurinolo, e la miltefosina,principio attivo di un farmaco usato da anni in medicina umana che ha dimostrato un’efficacia sovrapponibile a quella dell’antimoniato di metil-glucamina. La miltefosina viene somministrata per via orale nel cibo, e quindi è di facile somministrazione, mentre l’antimoniato di metil-glucamina deve essere somministrato per via sottocutanea.Ad essi si associa l’allopurinolo in compresse per tempi lunghi(minimo 6 mesi).
Comunque è importante sottolineare che non esiste un protocollo terapeutico unico che si adatti ad ogni caso , ma ogni situazione clinica deve essere valutata attentamente per utilizzare la terapia più adeguata.
Bisogna tenere presente che i parassiti sono molto resistenti e vengono eliminati solo raramente (la guarigione completa, anche se possibile, è poco frequente ) Inoltre nelle zone endemiche gli animali sono continuamente sottoposti a reinfezioni, che non sono facilmente distinguibili da eventuali recidive.

Quello che possiamo fare per i nostri animali è:

  1. Far dormire il cane in casa, se possibile;
  2. Disinfestare le aree frequentate dal cane frequentemente o occasionalmente: cuccia, giardini interni e giardini esterni;
  3. Utilizzare frequentemente dei trattamenti repellenti sul nostro cane che possano proteggerlo dalla puntura dell’insetto vettore. Le sostanze più attive sono i piretroidi sintetici come le deltametrine (scalibor collare) e la permetrina (exspot e advantix spot on, duowin spray). Fate molta attenzione perchè queste sostanze sono tossiche per il gatto!

Questi accorgimenti, ovviamente, non possono garantire, in maniera assoluta, la protezione del cane dalla puntura dell’insetto vettore, ma sono un valido supporto profilattico dal momento che attualmente il vaccino disponibile non garantisce una protezione al 100%.

E’ importante sottolineare che la leishmania non viene trasmessa direttamente da cane a cane o da cane a persona: il protozoo infatti, per diventare infettante, deve prima compiere nel flebotomo una parte del proprio ciclo biologico. La vicinanza o il possesso di un cane infetto non comportano dunque un rischio.